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Industria

Risposte ai cittadini riguardo la normativa a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

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Con cento domande si illustrano i principi che sono alla base della tutela della sicurezza e della salute del lavoratore e della legislazione di riferimento.

A cura del Dott. Ing. Domenico Mannelli, Direttore del Dipartimento Territoriale ISPESL della Basilicata.

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Raccolta sistematica per conoscere sinteticamente i quesiti e le relative risposte raggruppati anche per argomenti

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Semplici azioni per evitare i danni da calore sul lavoro.

Volantino in quattro lingue dell'Azienda Sanitaria Locale di Mantova

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I fattori climatici e la salute umana sono strettamente interconnessi attraverso vari e complessi meccanismi.

Numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato un aumento della mortalità nella popolazione generale durante le ondate di calore, con un impatto maggiore in particolari sottogruppi caratterizzati dalla presenza di alcune caratteristiche individuali che ne aumentano la suscettibilità agli effetti del caldo.

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I piazzali moderni sono caratterizzati dal fatto di avere dimensioni subordinate alla quantità ed al tipo di materiale da lavorare.

La tipologia del fondo varia sensibilmente tra le vie di percorrenza dei mezzi e quelle di deposito blocchi.

Fermo restando il dettato legislativo che impone una superficie consona al tipo di lavoro da svolgere, ed in generale stabilisce che tali superfici non devono presentare buche, sporgenze, e devono garantire un transito sicuro sia delle persone che dei mezzi, esistono anche altri problemi concreti collaterali che non possono essere sottovalutati.

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Per apparecchio di sollevamento si intende un apparecchio destinato ad effettuare un ciclo di sollevamento di un carico sospeso, tramite gancio o altro organo di presa.

Gli apparecchi di sollevamento possono essere classificati in: gru a torre, autogru’, gru su autocarro, gru a cavalletto, gru a ponte scorrevole, gru a struttura limitata, gru a portale, argani e paranchi.

Le macchine, le macchine mobili e gli apparecchi di sollevamento sono all’origine di più del 10% degli infortuni sul lavoro. Per quanto riguarda i rischi di natura meccanica, quelli tradizionalmente conosciuti sono attualmente ben controllati, ma stanno emergendo nuovi rischi e nuove problematiche con lo sviluppo di nuove tecnologie.

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La movimentazione dei blocchi e delle lastre nel settore lapideo veronese avviene in gran parte mediate l’uso di funi metalliche e solo in minima parte con catene e fasce.

Le funi e le catene vengono prevalentemente impiegate per il sollevamento di materiali grezzi o semi lavorati, mentre le fasce sono utilizzate per i materiali finiti.

Le operazioni di movimentazione hanno determinato spesso infortuni gravi e mortali causati per la maggior parte da funi sottodimensionate, danneggiate e/o usurate, ecc.

La verifica dello stato di conservazione o la scelta del tipo di fune o catena è spesso lasciata a discrezione dell’esperienza dell’addetto alla movimentazione.

I rischi principali relativi all’uso delle funi sono i seguenti:

  • caduta/rilascio del carico per rottura della fune a seguito dell’usura o per scorretto utilizzo;
  • punture e lacerazioni delle mani a causa dei fili rotti dei trefoli;
  • sbilanciamento del carico a seguito di deformazioni delle funi (es. attorcigliamenti, pieghe, ecc.).
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Operazioni per l’imbracatura, sollevamento, trasporto e stoccaggio dei blocchi.

Le operazioni di movimentazione dei blocchi di marmo o granito comportano i seguenti rischi:

  • Schiacciamento causato da caduta o oscillazione dei blocchi in fase di movimentazione;
  • Scivolamento causato da possibili detriti sulla pavimentazione;
  • Urti e schiacciamenti causati da caduta di frammenti di materiale dall’alto o dalla caduta del blocco per rottura delle funi di imbracatura;
  • Lesioni alle mani e al corpo causate dal possibile sfregamento con le funi in acciaio durante l’imbracatura del blocco;
  • Possibili cadute da scala durante la salita o la discesa dall’alto;
  • Urti contro automezzi in movimento;
  • Schiacciamento di mani o piedi durante il posizionamento di zeppe di appoggio dei blocchi.
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Per effettuare il carico di pacchi di lastre, sia di granito che di marmo, in containers di tipo chiuso (open side) o a cielo aperto (open top) si utilizzano appositi “contenitori” denominati “Legacci” o “Bundles”.

Il carico e lo scarico di tali legacci può essere effettuato mediante l’utilizzo del carrello elevatore, della gru semovente, della gru a cavalletto o del carroponte, opportunamente adeguati/forniti di attrezzature speciali che ne consentono la movimentazione.

Si tratta di una struttura in legno morbido costituita da una base, dotata di due piedi, e quattro paletti/staffe verticali, che consente di contenere un pacco di lastre sia di marmo che di granito (circa 5/10 lastre).

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Raccomandazioni di sicurezza per il gonfiaggio di pneumatici veicoli industriali di grandi dimensioni.

Riferimenti a norme tecniche e legislazione per definire le cautele da adottare

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Ultimo aggiornamento: 15/12/2018
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